Giornata mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo

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Giornata mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo

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Ogni anno, il 21 maggio, UNESCO celebra la Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo, sottolineando non solo la ricchezza delle culture del mondo, ma anche il ruolo essenziale del dialogo interculturale per raggiungere la pace e lo sviluppo sostenibile.

Perché la diversità culturale è importante?
Tre quarti dei principali conflitti mondiali hanno una dimensione culturale. Colmare il divario tra le culture è urgente e necessario per la pace, la stabilità e lo sviluppo. La diversità culturale è una forza trainante dello sviluppo, non solo rispetto alla crescita economica, ma anche come mezzo per condurre una vita intellettuale, emotiva, morale e spirituale più appagante. La diversità culturale è quindi un bene indispensabile per la riduzione della povertà e il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile. Allo stesso tempo, l’accettazione e il riconoscimento della diversità culturali – in particolare attraverso l’uso innovativo dei media e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione – sono favorevoli al dialogo tra civiltà e culture, al rispetto e alla comprensione reciproca.
Fonte: onuitalia.it

La Giornata Mondiale della Diversità è quindi un’ottima occasione anche per noi per raccontarvi il nostro impegno quotidiano per promuovere un mondo più inclusivo e armonioso.

Integrazione in una nuova cultura: opportunità e sfide raccontati da Khadija
Se tutti siamo d’accordo sull’importanza di riconoscere e valorizzare le diversità, in occasione di questa giornata così particolare, ci capita di chiederci quanto l’integrazione di queste differenze sia attuabile e quali le difficoltà. Quando arriva il momento di sentirsi nuovamente a casa, per chi arriva da un paese non solo geograficamente, ma culturalmente, tanto lontano? Quanto tempo occorre per tessere delle relazioni sul territorio, per cucire dei legami nuovi, da affiancare a quelli lasciati in patria? Uno sguardo su queste tematiche così delicate e complesse ci viene offerto da Khadija, una delle volontarie che aiuta le nostre allieve nell’apprendimento dell’italiano.

Arrivata in Italia con la sua famiglia dal Pakistan all’età di 10 anni, ora frequenta l’Università e si sente integrata nel suo nuovo paese. Anche se il loro trasferimento ha garantito opportunità importanti a livello lavorativo ai suoi genitori e un’ottima formazione a lei e le sue sorelle, Khadija non nasconde che l’integrazione non è stata comunque facile ed è stata vissuta diversamente dalle due generazioni.

Vi lasciamo ascoltare direttamente dalle sue parole come abbiano vissuto questo cambiamento radicale e siano riusciti a costruire la loro nuova vita.


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