Da Faenza a Nove, un settembre in viaggio
L’inizio di settembre per Terra Verde è stato tutt’altro che rilassato.
A pochissimi giorni dal rientro dalle ferie, ad aspettarci c’erano già due importanti appuntamenti dedicati alla ceramica. Due fine settimana consecutivi di un’intensità pazzesca, che ci hanno fatto ripartire a mille.
La prima tappa è stata Faenza, in occasione della famosa Argillà, dove siamo approdati per la nostra seconda volta, e con non poco entusiasmo. È una fiera incredibilmente ricca di bellezza e creatività, dove le opere artigianali trovano gli spettatori giusti in grado di apprezzarle e riconoscerne l’unicità.
Per un intero weekend il centro storico si trasforma in una grande mostra-mercato internazionale, invaso dalle creazioni di ceramisti provenienti dalle realtà più varie. Oggetti di uso quotidiano convivono con pezzi di design, sperimentazioni e vere e proprie opere d’arte, mentre mostre e dimostrazioni coinvolgono l’intera città.
Ma una delle caratteristiche che abbiamo apprezzato maggiormente è stata proprio la qualità dello scambio con il pubblico.
Partecipare ad Argillà è molto diverso dall’esporre in un mercatino di ampio consumo, dove tra gli stand si incontrano turisti e persone con interessi variegati.
A Faenza abbiamo incontrato moltissimi appassionati, ceramisti ed esperti arrivati proprio perché affascinati da questo mondo. Del resto, il legame della città con la ceramica ha radici antiche e profonde, e ne abbiamo avuto conferma dalle tante persone che ci hanno raccontato di avere genitori, nonni o altri familiari che, in passato, hanno lavorato in questo settore.
Persone che osservavano i pezzi con attenzione, ci tenevano a conoscere le terre utilizzate, gli smalti, le tecniche e il processo produttivo. Insomma, entravano nel merito.
Per noi è stato un confronto particolarmente stimolante, perché ci ha permesso di raccontare WAW anche dal punto di vista artigianale e di ricevere, ancora una volta, grandissimi apprezzamenti sulla qualità delle collezioni. Una volta scoperto ciò che esiste dietro alla sua realizzazione, poi, tantissime persone hanno mostrato sensibilità verso il lavoro di accoglienza, formazione e accompagnamento che portiamo avanti con il progetto.
Non potremmo essere più felici di sapere che così tante persone porteranno con sé un pezzo di WAW, dei sorrisi che abbiamo condiviso e delle belle chiacchiere scambiate.
Certo, il caldo soffocante non ci ha reso la vita semplice. A inizio settembre l’estate sembrava non avere alcuna intenzione di lasciarci e i ghiaccioli sono diventati presto degli alleati indispensabili. Ma tra una chiacchiera e l’altra siamo riuscite a sopravvivere anche all’afa e a tornare a Bologna stanche, soddisfatte e pronte a ripartire.
Perché, appena una settimana dopo, ci siamo rimesse in viaggio.
Da Faenza siamo arrivate fino a Nove, in provincia di Vicenza. Le ore trascorse in macchina hanno cominciato a farsi sentire, soprattutto dopo un primo fine settimana così intenso, ma raggiungere il Veneto significava portare WAW un po’ più lontano, incontrare persone che ancora non ci conoscevano e raccontare quella storia, meno visibile a un primo sguardo, che ogni nostra ceramica veicola.
Anche qui l’accoglienza non è mancata e c’è stata tanta soddisfazione nel conoscere nuove persone incuriosite e catturate dal nostro lavoro.
In entrambe le manifestazioni, inoltre, abbiamo percepito una grande attenzione anche da parte di chi le ha organizzate. Convenzioni con le attività commerciali locali, un cesto di frutta come benvenuto, acqua distribuita con costanza dai volontari e altre accortezze hanno contribuito a farci sentire accolte e accompagnate durante giornate inevitabilmente impegnative.
E dopo due settimane trascorse tra pesanti scatoloni, chilometri, caldo, allestimenti e rientri, possiamo dirlo: è stato un bel tour de force. Ma lo rifaremo!
Perché ogni fiera ci restituisce qualcosa. Ci permette di incontrare volti nuovi, confrontarci con altri artigiani esperti e metterci alla prova in contesti in cui la ceramica è la vera protagonista. E soprattutto ci dà una grande carica vedere in quanti riescano a riconoscere insieme le due anime di WAW, il valore sociale di inclusione e il design che contraddistingue le ceramiche che produce.
È per questo che nel 2026 abbiamo scelto di partecipare al maggior numero possibile di fiere di settore. Farlo richiede una squadra che si fa carico dell’intera organizzazione, dalla selezione dei prodotti all’imballaggio, dal carico e scarico degli scatoloni fino ai viaggi e ai fine settimana trascorsi lontano da casa. Ma quando c’è una meta importante da raggiungere tutta la squadra si rimbocca le maniche, consapevole che anche questo impegno contribuisce a far conoscere WAW e a costruire quelle entrate continuative di cui abbiamo bisogno per crescere.
Dopo averle vissute così intensamente, ci portiamo a casa anche la conferma di quanto queste manifestazioni meritino di essere frequentate e sostenute, soprattutto per chi sta “dall’altro lato dello stand”. Sono occasioni preziose per scoprire quanta ricerca, unicità e competenza si nascondano dietro questo mestiere. Le città che le ospitano ne diventano parte attiva, tra stand variopinti, musei che arricchiscono l’esperienza, workshop e competizioni, offrendo la possibilità di conoscere più da vicino le molteplici espressioni della ceramica e le persone che, attraverso il proprio lavoro, continuano a darle forme sempre nuove.
Ed è proprio in mezzo a questa ricchezza che vogliamo continuare a portare WAW, facendolo conoscere e lasciandoci sorprendere, ogni volta, da ciò che incontriamo lungo il cammino.
Per il momento ci prendiamo una (meritata) pausa dalle trasferte. Giusto il tempo di riprendere fiato, perché non finisce certo qui.
È un viaggio destinato a continuare. Di fiera in fiera, di città in città.
p.s Ringraziamo Stefano Alberici per il supporto e per le bellissime foto






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