Il nostro primo Lucca Pottery Festival
Dal 30 maggio al 2 giugno 2026 abbiamo partecipato, per la prima volta, al Lucca Pottery Festival, uno degli appuntamenti più importanti in Italia dedicati alla ceramica artigianale.
Per quattro giorni il centro storico di Lucca si è trasformato in una grande vetrina a cielo aperto. Le vie della città si sono animate di ceramisti provenienti da tutta Italia e dall’estero, mentre migliaia di visitatori, anche internazionali, passavano tra gli stand alla scoperta di materiali e creazioni meravigliose.
Per noi era la prima esperienza in questa città, che ci ha accolte con enorme entusiasmo. Fin dal primo giorno abbiamo respirato un bellissimo clima, anche tra gli espositori, con i quali c’è stato tanto confronto e curiosità reciproca, scambi tecnici e di idee.
Il riscontro del pubblico, a sua volta, è stato estremamente positivo! I nostri manufatti hanno attirato l’attenzione di moltissime persone, incuriosite tanto dagli oggetti quanto dalle storie che li accompagnano. Persino lontano dallo stand, il festival ha continuato a creare occasioni di incontro. Durante una pausa pranzo, per esempio, una chiacchierata nata per caso tra Erika e alcune turiste le ha interessate al punto da voler scoprire da vicino il nostro lavoro, conoscere il progetto e acquistare i prodotti nati dalle mani delle donne che ne fanno parte.
Dietro questi quattro giorni, però, c’è anche un grande lavoro invisibile dall’esterno. Partecipare a un festival significa iniziare a prepararsi con largo anticipo. Significa simulare l’allestimento dello spazio espositivo per selezionare le ceramiche, imballarle una a una con la massima cura, organizzare la logistica, caricare sul nostro furgone e poi scaricare scatole, stand e struttura espositiva. Un impegno concreto, che richiede tempo ed energie, ma che rende possibile portare il nostro lavoro ben oltre i confini del laboratorio.
C’è poi una soddisfazione che non è arrivata direttamente dalla fiera. Durante la nostra assenza, Rahela, una delle donne che fa parte del progetto WAW da più tempo, ha preso in mano il laboratorio. Ha garantito la sua apertura, coordinando il lavoro della giornata e permettendo alla produzione di proseguire anche in nostra assenza. Si è fatta carico di una responsabilità completamente nuova per lei e l’ha affrontata con grande impegno. Vederla riuscire in questo rappresenta per noi uno di quei momenti che danno senso al nostro lavoro e a tutto il percorso fatto fin qui: osservare una donna che fino a ieri aveva bisogno di essere accompagnata diventare oggi una risorsa capace di accompagnare le altre.
Possiamo dire, con fierezza, che Lucca ci ha lasciato molto più di un ricordo. Ci ha regalato nuovi incontri, nuovi stimoli e la conferma che il valore del nostro lavoro riesce ad arrivare lontano, ovunque ci sia qualcuno disposto a riconoscere l’unicità delle cose fatte con cura e passione.
Per questo, quando torniamo da festival o fiere, non torniamo solo con pezzi venduti in meno.
Torniamo con qualcosa da raccontare in più.


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